La bandiera (non ufficiale) della Romagna.
I primi abitanti dell'attuale Romagna di cui si hanno notizie furono gli Umbri e gli
Etruschi. Tuttavia, circa nel 350 a.C. il territorio fu conquistato dal popolo che dette la prima impronta alla Romagna: i
Celti (..) Sconfitti gli Etruschi sul Ticino, i Boi e i Senoni superarono l'Eridano (l'antico nome del Po) scacciando gli ultimi gruppi di resistenti. (..) i Senoni popolarono la Romagna meridionale spingendosi fino alla metà settentrionale delle odierne Marche. L'insediamento celtico, a distanza di oltre 2000 anni ha tramandato tra le altre cose anche il
dialetto romagnolo, derivato dal latino ma con un consistente substrato celtico.
La permanenza dei Celti fu minacciata dalla potenza dei Romani. Molte città della Romagna sono state fondate sotto il controllo dei
romani:
Faventia (
Faenza)
Ariminum (
Rimini),
Forum Livii (
Forlì),
Forum
Cornelii (
Imola),
Forum Popili (
Forlimpopoli), e altre ancora.
Nel 192 a.C., quando
Publio Cornelio Scipione (detto l'africano) cacciò i Celti oltre il Po, sarà la successiva battaglia di Milano a scacciare i Galli oltre le Alpi e a chiudere il loro dominio dopo oltre tre secoli di stanziamento in Italia e in Romagna.
Nonostante la conquista romana, l'eredità celtica non fu affatto cancellata.
(..) Dopo
Cesare e il successivo potere augusteo la storia della Romagna ricalcò quella di un Impero che dopo secoli di continuo declino inizia a dare segni di collasso, per poi cedere sotto il peso delle continue invasioni germaniche.
(..) Nel 476
Odoacre, re degli
Eruli, scese in Italia, entrò vittorioso a Ravenna dove depose
Romolo Augusto. Proprio con la data del 476 gli storici hanno concordato la fine dell'Impero Romano e l'inizio del Medioevo (più precisamente l'
Alto Medioevo).
A Odoacre seguì
Teodorico, che conservò come Odoacre leggi e costumi romani. Fu in questo periodo che avvenne un fatto di eccezionale importanza per la storia romagnola: la nascita nel 585 dell'
Esarcato. Fondato dall'esarca
Smaragdo, fu una provincia di dominio
bizantino con capitale Ravenna, sulla base delle disposizioni imperiali di Maurizio. Similmente al
cesaropapismo orientale (poteri temporali e spirituali in un solo uomo) al vertice dell'Esarcato si trovava l'esarca, con pieni poteri religiosi, politici e militari su un territorio comprendente oltre Ravenna anche gran parte della futura Romagna e del nord delle Marche, che includeva anche le città di Ferrara, Bologna e Adria. Le invasioni in suolo italico continuano e nel 568 è il turno dei
Longobardi capitanati da
Alboino che l'anno successivo si impossessa di Piacenza, Parma, Reggio e Modena. Ma la potenza Longobarda trova proprio nell'Esarcato Ravennate un grande ostacolo.
Nonostante le continue invasioni l'Esarcato (favorito dalla sua ottima collocazione geografica resistette ai longobardi, che non riuscirono a penetrare nel territorio compreso tra il fiume Sillaro e il Reno: l'"insula esarcale" (così veniva chiamata) rimase l'unico punto della penisola retto da leggi, costumi e sistema alimentare di derivazione romana.
È in questa circostanza che sorse il termine
Romagna: mentre il territorio sottoposto ai longobardi venne denominato
Langbard, da cui
Longobardia (poi
Lombardia), l'insula esarcale divenne per contrapposizione "
Romandiola", "
Romania" e poi "
Romagna". (..) La valorosa storia dell'Esarcato terminò nel 751, dopo un secolo e mezzo di gloriose vicende, con la conquista da parte del potente Re longobardo,
Astolfo.