A BAGNILE VIVEVAN GLI EROI
Resta il suolo bagnato di sangue
sgorgato da puri e fulgidi eroi,
con quel grido che oggi si spande
di giustizia e libertà.
Il 29 del mese di Aprile
mentre sboccian i bei fiori nei campi,
molti paesi eran già circondati
al mattino ancor prima del sol.
Solo come belve assetate di sangue,
sorpassavan case e campagne,
derubando i figli alle loro mamme
e uccidendoli senza pietà.
Quando Giorgio ne su interrogato
obbligandolo ad indossar la divisa,
lui rispose con parola decisa
io col fascio non voglio partir.
Il tenente dal sangue crudele
con gli occhi pien di furore,
disse a Giorgio tu sei un traditore
e i traditori devono morir.
Fusignani ferito fra i campi
lamentandosi con urla strazianti,
dissero a lui, ti faremo guarire
ma a Bagnile lo vediamo morire.
Valentino tu sei bersagliere
salta la siepe, ti vogliamo colpire,
da raffiche di mitra fu centrato,
ed il suo corpo fu crivellato.
L'8 Giugno è la data precisa
in cui Filippo fu posto al serraglio,
col suo petto egli fece bersaglio
a quei proietili che lo fecero morir.
Alla vigilia dei nostri alleati,
sotto il piombo dei soltati tedeschi,
moriva pure Angelo Sasselli, in compagnia di Gianni Solfrini e Marsiglio Benini.
Questa triste storia è la parte rimasta incisa nella mente
di Giorgini Elmo, det Varzi, di Bagnile.
Non si è trovato l'originale dell'autore Arienti.