Il 21 e 22 giugno si vota il referendum sulla legge elettorale. I tre quesiti sono per i più ancora un vero mistero. Per chi come me fosse interessato a capire qualcosa di più, una sintesi delle ragioni del SI e del NO e cosa cambia con il referendum.
Gli italiani avranno tre schede per abrogare (croce su
SI) o mantenere la legge elettorale vigente (croce sul
NO). Sulla
scheda viola e sulla
scheda beige si troveranno i quesiti sul premio di maggioranza alla lista più votata e innalzamento della soglia di sbarramento. Sulla
scheda verde invece il quesito sulle candidature multiple alla Camera che al Senato.
Quesiti 1 e 2 (Camera e Senato)
| Se vincono i SI |
Se vincono i NO |
Scompariranno le coalizioni di partiti e si eviterà che questi si uniscano il giorno delle elezioni e si dividano subito dopo imponendo veti, mediazioni e verifiche continue a maggioranza e governo.
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Gli elettori potranno continuare a votare come oggi, scegliendo fra più partiti (o liste) e non saranno costretti a dover scegliere tra candidati delle sole principali liste in competizione.
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Senza coalizioni, la soglia di accesso a Camera (4%) e Senato (8%) diventerà uguale per tutti e il premio di maggioranza non potrà più andare alla coalizione ma solo alla lista che avrà ottenuto più voti.
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I partiti piu piccoli non verranno esclusi dal Parlamento |
Si realizzerà anche in Italia il bipartitismo, così come negli Usa, in Inghilterra, in Francia e in Spagna
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Quesito 1: come cambia la legge
Quesito 2: come cambia la legge
Quesito 3Se vincono i Sì, sarà vietato
candidarsi in più di un collegio. Oggi con la possibilità di candidature in più circoscrizioni (anche tutte!) il candidato eletto può optare per uno qualsiasi dei seggi ottenuti e lasciare ai primi dei candidati “non eletti” della propria lista in quella circoscrizione il seggio al quale rinunzia. Così, di fatto, dispone del destino degli altri candidati la cui elezione dipende dalla propria scelta.
Nell’attuale legislatura, questo fenomeno, di dimensioni veramente patologiche, coinvolge circa 1/3 dei parlamentari. In altri termini:
1/3 dei parlamentari sono scelti dopo le elezioni da chi già è stato eletto e diventano parlamentari per grazia ricevuta.

Il risultato della consultazione è valido solo se vota la maggioranza degli aventi diritto, cioè metà degli elettori italiani più uno. La mia esortazione, per quello che può servire, è che tutti andiamo a votare, votare secondo coscenza, e non rinunciare mai ad esprimere la propria volontà.
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